corso di dizione italiana diziweb
lezione successiva

indice delle lezioni
home page


ESERCIZI DI ARTICOLAZIONE: RESPIRAZIONE




Questa appendice sull’articolazione avrebbe potuto essere messa all’inizio del corso, anche perché, prima di studiare come si pronunciano le ‘e’ e le ‘o’, bisogna innanzitutto saper parlare!
Mi è parso più logico inserirla qui per evitare che venisse sottovalutata dal discente, mosso dalla fretta di arrivare alla parte che più lo interessava (e cioè proprio alla pronuncia delle ‘e’ e delle ‘o’, dal momento che è approdato su questo sito!).
Ora troverete una serie di esercizi di articolazione, articolati in cinque sezioni: respirazione, tono della voce, intensità della voce, consonanti e sillabe, modulazione della voce.
Non dovete farli tutti in una volta! 
Ricordatevi, di tanto in tanto, di passare per di qui e fare qualche esercizio.
Non trascuratene l’importanza!
Una buona dizione non serve a nulla senza una buona articolazione...

I primi esercizi sono dedicati alla respirazione.
Saper respirare non solo è il primo requisito per una buona dizione, ma è anche importantissimo per il nostro benessere psicofisico. Nella vita frenetica della società postindustriale lo stress è sempre in agguato, ma chi è capace di ‘sentire il ritmo del proprio respiro’ ha in mano un potentissimo strumento di rilassamento e concentrazione per calmare il sistema nervoso.
Le principali tecniche di rilassamento, come yoga e training autogeno, fanno proprio della corretta respirazione un perno fondamentale.
Una respirazione corretta deve essere completa e profonda. La capacità dei nostri polmoni deve essere sfruttata per intero: essi vanno riempiti completamente ad ogni inspirazione e svuotati bene ad ogni espirazione, così da rinnovare frequentemente l’aria senza lasciare ristagni.
D’altra parte, non bisogna cadere nell’errore di sforzarsi, contrarsi e irrigidirsi all’atto respiratorio, gonfiandosi come un pallone ad elio e poi contorcendosi penosamente per buttare fuori tutta l’aria che è possibile esalare.

esercizio 1
Per imparare a respirare correttamente, stendiamoci supini sul pavimento (o su un letto rigido), a torso nudo. Individuiamo immaginariamente tre zone del nostro corpo: ventre, costole e petto.
Tutte e tre queste zone devono essere coinvolte nella respirazione!
Proviamo dapprima a respirare utilizzando solamente il ventre.
Mettiamo le mani a livello dell’ombelico, e percepiamo questa zona del corpo che si gonfia e si sgonfia a questo atto respiratorio. Le mani poste sull’ombelico si alzano e si abbassano.

respirazione di ventre

Successivamente, proviamo a respirare solamente a livello delle costole. Poniamo le mani con le palme sui fianchi e le dita che ‘si guardano’ come se volessero toccarsi.
Quando inspiriamo, vediamo le dita che si allontanano tra di loro durante l’inspirazione, e si avvicinano durante l’espirazione.

respirazione di costole

Infine, proviamo a respirare solamente a livello del petto, intendendo con ‘petto’ la parte alta del torace.
Questa volta poniamo una mano sul petto, e lo vediamo alzarsi ed abbassarsi ad ogni atto respiratorio. Durante l’inspirazione, sentiamo il ventre che rientra e il petto che si gonfia (pancia in dentro, petto in fuori).

respirazione di petto

Nessuno di questi tre modi di respirare è corretto, ma abbiamo potuto distinguere le tre zone interessate alla respirazione. Adesso, è arrivato il momento di imparare a coinvolgerle tutte e tre!
Ad ogni inspirazione, si deve riempire per primo il ventre, poi le costole e infine il petto. Lo stesso ordine deve essere seguito durante l’espirazione.
Proviamo, magari ponendo una mano sul ventre e l’altra sul fianco per verificare la corretta esecuzione dell’esercizio.

respirazione di ventre, costole e petto

L’atto respiratorio deve essere molto lento e profondo, ma non esagerato e convulso.
Non bisogna gonfiarsi e sgonfiarsi esageratamente, bensì inspirare finchè è possibile senza contrarsi, ed espirare fino in fondo ma senza dover ‘forzare’ l’aria ad uscire.
Inoltre, il respiro deve essere ritmico. Il ‘ritmo’ del proprio respiro dovrebbe essere sempre percepito, in ogni momento della giornata: lui ci darà calma e sicurezza.
Adesso proviamo ancora una volta, però in posizione seduta e con la schiena ben dritta.
Ricordiamoci: prima il ventre, poi le costole, poi il petto quando inspiriamo; prima il ventre, poi le costole, poi il petto quando espiriamo.

respirazione di ventre, costole e petto

Infine, proviamo anche in piedi.

respirazione di ventre, costole e petto

Per chi non è abituato, respirare correttamente richiede molto esercizio iniziale.
Per il momento, ci accontenteremo di eseguire questo esercizio per cinque o dieci minuti al giorno, meglio se al mattino prima di colazione e davanti alla finestra aperta.
Presto ci renderemo conto che questo modo di respirare, che adesso ci sembra così forzato e innaturale, sarà diventato spontaneo anche negli altri momenti della giornata.

esercizio 2
Un errore che molti di noi commettono consiste nel respirare con la bocca quando si parla, e perdipiù nel farlo con inspirazioni brevi e quasi convulse dettate dalla fretta inconscia di riprendere a parlare.
Non c’è niente di più sbagliato, in quanto così facendo la laringe e le corde vocali non vengono correttamente umidificate, si seccano presto e si irritano, causando quel fastidioso dolore nel quale i non professionisti della parola si imbattono dovendo parlare più a lungo del solito.
Ovviamente è giusto che una certa quota d’aria venga recuperata con la bocca, quando si parla, ma durante le pause bisogna respirare con il naso.
Per cui il nostro secondo esercizio di dizione è ancora legato alla respirazione.

Pronunciamo a voce alta le parole

“Sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando...”

andando avanti finchè sentiamo la necessità di inspirare.
Quindi interrompiamoci, inspiramo con il naso senza fretta, e ricominciarmo a parlare

“Sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando...”

fino al prossima inspirazione con il naso.
Forza, provate!
Ci siete riusciti, o ci siete cascati anche voi?
Molte persone sono così abituate a prender fiato con la bocca che, quando viene chiesto loro di eseguire questo esercizio per la prima volta, arrivato il momento di prendere fiato lo fanno ancora con la bocca per riflesso automatico, pur sapendo che l’esercizio chiedeva di farlo con il naso!
Se è capitato anche a voi, non preoccupatevi. Riprovate ancora!
Questo esercizio è di fondamentale importanza, per cui sarà bene ripeterlo più volte. Ovviamente non è necessario ripetere sempre le stesse parole!
Potrete esercitarvi a respirare con il naso durante le pause in qualunque momento della giornata, qualunque cosa stiate dicendo, a chiunque la stiate dicendo.
All’inizio la cosa non vi verrà affatto spontanea, e dovrete concentrarvi su quello che state facendo, ‘imponendovi’ di respirare con il naso anzichè con la bocca. Ma state tranquilli: una volta presa la abitudine, la cosa vi verrà assolutamente spontanea.

esercizio3
Questo esercizio aiuta a verificare la correttezza della respirazione. Se infatti avete sufficiente aria nei polmoni, a patto di parlare celermente (ma senza mangiarvi le sillabe!), tra una inspirazione e l’altra riuscirete a ripetere la frase ‘sto parlando’ per almeno venticinque volte, a voce alta e senza arrivare in fondo con i pietosi contorcimenti di chi sta morendo soffocato.

Sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando
sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando
sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando
sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando
sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando sto parlando

Nello svolgere questo esercizio, cercate di mantenere una voce robusta ma costante e monocorde, senza variare il tono, la velocità o l’intensità.



diziweb corso di dizione italiana